| La storia di "Non è la Rai" |
Al
grido di "Ambra è pazzesca!" lunedì 12 settembre 1994 si apre la
quarta ed ultima edizione di "Non è la Rai". La stagione 94/95 segna
un drastico rinnovamento del cast: delle vecchie ragazze solo quaranta sono
riconfermate mentre cento facce inedite fanno il loro debutto davanti alle
telecamere. Si tratta perlopiù di adolescenti, dell'età media di 14-15 anni.
Già dall'inizio possono considerarsi baciate dalla fortuna: hanno superato il
provino tra 14.000 candidate. D'altro canto il richiamo era allettante, reso
ancor più incisivo dall'Ambra nazionale che, col dito puntato alla stregua
dello zio Sam, da un manifesto invitava le ragazzine di tutta Italia a
presentarsi alle selezioni (che si tengono a Cinecittà il 4, 5 e 6 luglio).
Emanuela
Panatta, Francesca
Da Bellaria, Mary
Patti e Sabrina
Impacciatore sono le grandi assenti. Tra le superstiti Pamela
Petrarolo, in un'inedita veste di coreografa, coadiuvata per l'occasione da Chiara
Caputo e Federica
Addari, che le fanno da assistenti. A coordinare lo stuolo di giovanissime
un'acclamatissima Ambra
che, in anticipo sull'avvio della stagione, promette un innalzamento della
qualità del programma, annunciando le presenze di un editoriale quotidiano e
di una rubrica di spessore intitolata "Da Proust in su". In realtà i
due momenti non avranno che un giorno di vita.
"Non è la Rai" non può certo cominciare senza polemiche. La causa è
nella sigla.
Proseguendo la tradizione inaugurata con "Che
programma", Boncompagni reinterpreta il testo dell'aria rossiniana
"La calunnia è un venticello" per sfornare un brano di accusa nei
confronti della stampa, così ingrata con le sue protette. La controversia: il
senatore De Notaris, della Rete, legge nella lirica un attacco alle presunte
persecuzioni giornalistiche a cui è sottoposto l'allora presidente del
Consiglio Silvio Berlusconi, riesumando così gli antichi dissapori suscitati
dalla questione Padreterno/diavolo.
Affezionate al loro collaudatissimo orario (14,30 - 16,00, da lunedì al venerdì,
con un'ora di "meglio" nel giorno prefestivo), le ragazze si muovono
in una scenografia che, inizialmente, non presenta alcuna novità. Col procedere
del tempo, ad un mese circa dall'inizio, vengono sistemati
sul fondo del palco quattro punti luce e, soprattutto, allestita una passerella che taglia in due
lo studio. Sì, perché la vera sorpresa di quest'anno si chiama sfilata.
Dopo alcune settimane in cui sono solo Antonella
Mosetti ed Ilaria
Galassi ad emulare le gesta di Claudia Schiffer e Naomi Campbell, l'invito a
sfilare viene esteso a tutte le ragazze che, a turno, si improvvisano modelle.
In tal modo, camminando impettite (ma soprattutto divertite) sulla pedana, le
ministar danno la possibilità a talentuosi stilisti in erba di presentare le
proprie creazioni. Durante il momento della sfilata, sempre conclusa da
Ambra sulle note di "The
best", viene sistemato sul palco, come si usa nei più classici
defilè, un pannello bianco che nasconde l'ingresso delle ragazze.
Le canzoni continuano a rappresentare il piatto forte del programma, reso
quest'anno ancora più allettante da un atteso debutto, quello di Ambra che,
abbandonate le ugole delle vocalist Alessia
Marinangeli ed Antonella
Tersigni, usa per la prima volta la sua voce. È un successo annunciato: del
suo album d'esordio "T'appartengo"
sono acquistate più di trecentomila copie che le valgono il triplo disco di
platino. Un po' meno felice la sorte della seconda fatica musicale di Pamela,
"Niente
di importante", le cui vendite non bissano la performance dell'anno
precedente.
Nei mesi di settembre e ottobre il pubblico ha modo di divertirsi con il gioco
della verità (sostituito brevemente dal gioco dell'intruso) e con l'oramai nota
gara di playback, che vede sfidarsi ragazze vecchie contro ragazze nuove.
Col nuovo anno vengono riconfermati il blocco dedicato alle retrospettive
"Non è la Rai" CULT e lo spazio degli ospiti musicali, che accoglie
artisti di rilievo come Biagio Antonacci, Gianluca Grignani e Marco Masini.
Il momento della discoteca (ex "Please don't go" e "Batuka")
è sostituito da una classifica dei brani dance più ballati, le cui posizioni
sono solitamente annunciate nella puntata di venerdì.
Mentre Pamela è impegnata in sala prove studiando le coreografie dei balletti
da presentare in trasmissione, Ambra trova il tempo di inaugurare un tour
musicale per l'Italia, le cui tappe, concentrate in una serie di sabati e
domeniche, fanno registrare il tutto esaurito.
In primavera le porte di "Non è la Rai" si aprono a comitive
studentesche, che hanno così modo di osservare da vicino la realizzazione di
una trasmissione televisiva e, cosa ben più importante, di conoscere Angela,
Alessia e le altre. Allo scoccare della bella stagione si torna poi in piscina
per giocare con le secchiate.
La quarta edizione di "Non è la Rai" coincide inoltre con la
sperimentazione del sistema del televoto, meccanismo non ancora conosciuto
all'audience del piccolo schermo. Al fine di testarlo, gli autori, tra i quali
figura il neoacquisto Peppi Nocera, organizzano una sfida per eleggere la più
amata (a cui seguirà, con le stesse caratteristiche, una gara di ballo). A
furor di voti la nuova leva Nicole
Grimaudo scalza, non senza sorprese, le belle Alessia
Merz e Alessia
Mancini, rispettivamente seconda e terza classificata. Gli spettatori vedono
giusto: le tre ragazze saranno tra le poche a sopravvivere nel mondo dello
spettacolo.
Il televoto viene successivamente utilizzato nell'ultimo mese di messa in onda,
allo scopo di decretare lo stilista "del secolo", ossia il creatore di
moda maggiormente apprezzato dal pubblico a casa. I duellanti si sfidano in un
testa a testa per il quale viene aggiunta una nuova pedana di colore azzurro,
separata dalla vecchia da un'aiuola fiorita. Il pannello retrostante, ingrandito
in una versione bi-color, rimane fisso per tutta la durata della trasmissione.
L'epilogo di "Non è la Rai" è un doppio evento: alle 14,30 del 30
giugno 1995 va in onda l'ultima puntata, nella quale presenziano le vecchie
glorie della trasmissione; più tardi, alle 18 circa, Antonella Mosetti celebrerà
le proprie nozze, riprese dalle telecamere di Italia 1 e mandate in onda nello
speciale "Fiori
d'arancio a Non è la Rai".
Il momento dell'addio è senz'altro emozionante: il cast e gli autori sanno che
il programma non avrà un seguito. A pochi minuti dalla fine, dopo aver
annunciato il nome dello stilista del secolo, Ambra scoppia in un pianto
irrefrenabile, mentre in sottofondo partono le note di "T'appartengo".
Sopraffatta dalle lacrime, la giovane non trova che la forza di dire poche
parole al suo pubblico. L'ultimo stacco è dedicato ad un gruppo di ragazze che
abbraccia sul palco la presentatrice; sullo schermo compare la scritta del
congedo, un "the end" sormontato da un cuoricino rosso.
Contemporaneamente alla chiusura del programma esce l'ultima compilation, "Non
è la Rai Gran Finale", un doppio album con 41 canzoni. Precedentemente
era stato dato alle stampe "Non
è la Rai Novanta5".
M. V.